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Riconoscere precocemente i sintomi dell’ADHD è fondamentale per garantire un intervento efficace e supportare il pieno sviluppo delle capacità del bambino o dell’adolescente.
Tra i sintomi principali dell’ADHD si riscontrano difficoltà a mantenere l’attenzione, distrazione frequente, incapacità di completare compiti, impulsività e comportamenti iperattivi o agitazione motoria. Questi segnali possono influire sul rendimento scolastico, sulle relazioni sociali e sull’autostima.
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Il segnale più utile non è il singolo sintomo, ma il quadro: difficoltà di attenzione,
organizzazione o gestione degli impulsi presenti da sempre (spesso dall’infanzia), che
ricorrono in più ambiti (lavoro, studio, relazioni, casa) e hanno un costo concreto nella tua
vita. Se ti riconosci in questo, vale la pena approfondire. I questionari online possono
orientarti, ma solo una valutazione clinica permette di capire cosa c’è davvero dietro.
Nell’adulto l’iperattività fisica si attenua e diventa spesso irrequietezza interna, difficoltà a rilassarsi, bisogno costante di fare più cose insieme. Restano molto presenti la difficoltà a mantenere l’attenzione, dimenticanze frequenti, disorganizzazione, ritardi cronici, difficoltà a iniziare e portare a termine i compiti, impulsività e sbalzi emotivi. Non tutti hanno gli stessi sintomi: il quadro cambia da persona a persona.
Sì, ed è più comune di quanto si pensi. Molti adulti non hanno ricevuto una diagnosi da bambini perché i sintomi erano meno evidenti, compensati da intelligenza e impegno, o non riconosciuti (succede spesso alle donne). Spesso il disturbo emerge quando le richieste della vita aumentano, per esempio con l’università, un lavoro più autonomo o la genitorialità.
La valutazione ricostruisce anche la storia infantile, perché i sintomi devono essere presenti da prima dell’età adulta.
No, sono esperienze comuni e da sole non bastano. Nell’ADHD la difficoltà è persistente, intensa, presente in più contesti e non spiegata meglio da altro. Stress, ansia, depressione, carenza di sonno o sovraccarico possono dare sintomi molto simili. Distinguere queste
situazioni è proprio il compito della valutazione.
Il percorso prevede in genere un colloquio clinico iniziale, la raccolta della storia personale e dello sviluppo, la somministrazione di questionari e test standardizzati e un colloquio di restituzione. Di solito si articola in 4-5 incontri, ma la durata non è definibile a priori poiché dipende dalla complessità del caso. Al primo appuntamento ti verrà spiegato nel dettaglio il percorso.
No: la valutazione serve a capire cosa sta succedendo, non a confermare un’ipotesi. L’esito può essere una diagnosi di ADHD, una diagnosi diversa o la presenza di più condizioni insieme (l’ADHD si associa spesso ad ansia o depressione). Anche quando l’ADHD non emerge, il percorso non è “a vuoto”: porta un quadro chiaro delle tue difficoltà e indicazioni concrete su come lavorarci.
Sì, al termine ricevi una relazione scritta dettagliata con il quadro emerso, che puoi usare con il medico di base, lo psichiatra o, se necessario, in ambito lavorativo o universitario.
Dopo la valutazione puoi proseguire con un percorso psicologico mirato, per esempio su organizzazione, gestione delle emozioni e strategie quotidiane. È una scelta da valutare insieme, e non è vincolata alla valutazione.
Dipende dall’obiettivo. Una valutazione psicodiagnostica approfondita può essere condotta da psicologi esperti. Se però si valuta una terapia farmacologica, la prescrizione spetta a un
medico specialista (psichiatra o neurologo). All’interno del nostro studio è presente uno psichiatra di riferimento, così da facilitare il passaggio in caso di necessità.
Alcune fasi, come i colloqui e la restituzione, possono svolgersi in videochiamata, e questo è utile se vivi lontano o hai poco tempo. Alcuni strumenti però devono prevedere necessariamente presenza, quindi la modalità viene scelta insieme in base alla singola situazione.
Puoi prenotare (telefonando o scrivendo al numero 3928570541 o compilando il modulo online). Il primo colloquio serve a capire cosa ti ha portato a chiedere una valutazione, ascoltare la tua storia e le tue difficoltà e spiegarti come si svolge il percorso, con tempi e costi. Non è ancora la valutazione vera e propria e non ti impegna a proseguire: è un momento per orientarti e chiarire i dubbi.
Vivere con l’ADHD da adulti senza saperlo significa spesso convivere con un senso continuo di frustrazione. Si finisce per credere che sia solo mancanza di volontà o disordine cronico. Invece no. Ottenere una risposta precisa ti permette di voltare pagina e ritrovare un equilibrio vero.
Se vuoi approfondire la cosa, con gli specialisti di QuiPsico puoi prenotare un colloquio valutativo.
Crescere un bambino con sospetto ADHD significa vivere in una continua montagna russa tra frustrazione, stanchezza e senso di impotenza. La buona notizia è che non siete soli e non è colpa vostra. Identificare il problema permette di smettere di rincorrere le emergenze e iniziare ad accompagnarlo con le strategie adatte a lui.
Per capire come stanno davvero le cose e dare un aiuto concreto a tuo figlio, prenota un colloquio con gli specialisti dell’età evolutiva di Quipsico Padova.
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